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L’oscillatore stocastico è un oscillatore che ogni manuale di analisi tecnica spiega, che utilizzi uno stocastico lento piuttosto che veloce il punto rimane uno: utilizzare l’oscillatore stocastico male lo esclude dai migliori indicatori di trading.

Entrare a mercato seguendo i soli segnali dell’oscillatore non è un buon metodo, ma allora come si usa l’oscillatore stocastico??

Come tutti gli indicatori di trading anche lo Stocastico deriva dal prezzo, che rimane la parte centrale dell’analisi tecnica.

Che l’oscillatore si trovi in ipervenduto o ipercomprato, piuttosto che in divergenza, non dimenticare mai che il prezzo è la componente più importante quando osservi un grafico.

Andiamo ad analizzare direttamente dei grafici di analisi tecnica per capire come si usa il nostro oscillatore.

OSCILLATORE STOCASTICO: guida alla sua lettura e all’utilizzo sul grafico

L’oscillatore stocastico misura quanto le chiusure delle candele siano vicine al massimo o al minimo del prezzo, questo perché il suo inventore, George Lane, intuì che una chiusura vicino al massimo è sinonimo di tendenza a rialzo mentre una chiusura vicino al minimo è sinonimo di tendenza a ribasso.

Non entro nello specifico del calcolo di costruzione perché al giorno d’oggi tutte le piattaforme di trading lo mettono a disposizione automaticamente, ma ti basta sapere una cosa: l’oscillatore Stocastico misura la forza del prezzo.

Lo stocastico oscilla in un range predefinito che va da 0 a 100, indipendentemente dai movimenti del prezzo, oltre tali aree l’oscillatore non può andare.

Lo stocastico si compone di due linee, chiamate %K e %D, dove D altro non è che la media della linea K.

Per ora lasciamo da parte come interpretare gli incroci delle linee e passiamo alle letture principali dell’oscillatore, ovvero:

  1. Le zone estreme (ipercomprato e ipervenduto);
  2. Le divergenze.

LE ZONE ESTREME DI IPERCOMPRATO E IPERVENDUTO

Le zone dell’oscillatore stocastico definite ipercomprato e ipervenduto sono i livelli estremi, rispettivamente nella parte alta e nella parte bassa del riquadro in cui viene rinchiuso lo stocastico.

Se osservi l’immagine seguente avrai capito che i valori estremi dell’oscillatore sono quei livelli oltre la linea in alto (ipercomprato) e oltre la linea in basso (ipervenduto).

I livelli dello Stocastico di solito sono impostati su 80 e 20, in alcuni casi anche su 70 e 30, ma per oggi lasciamoli normali.

 

Se fai più attenzione, quando lo stocastico si trovava nelle fasce estreme il prezzo ha quasi sempre invertito la direzione.

Significa che puoi andare short quando l’oscillatore stocastico si trova in ipercomprato e andare long quando si trova in ipervenduto?

NON FARLO MAI!

Anche se buttando l’occhio sul grafico potrebbe sembrarti un’ottima metodologia di trading lascia perdere, ti garantisco che non funziona!

Non ci credi? Guarda questo secondo grafico!

Ti pare che saremmo riusciti a guadagnare operando solo in base allo stocastico?!

Pensa se ci fossimo posizionati al ribasso nella prima parte del grafico dove l’oscillatore stocastico era già in ipercomprato!

Argomento chiuso.

Ma allora a cosa ci servono le zone di ipercomprato e ipervenduto?

È molto semplice, devono solo aiutarci a capire se il prezzo è troppo tirato verso l’alto, o verso il basso, e che forse, in un futuro più o meno prossimo, ci potrebbe essere un’inversione di tendenza.

Ma non entreremo mai a mercato solo perchè l’oscillatore stocastico si trova in ipercomprato o ipervenduto! Mai mai mai!

Anche questa analisi sarà da legare a tutte le altre considerazioni grafiche, tipo capire il trend in corso, analizzare le candele, identificare supporti e resistenze, panoramica generale dei mercati, e tutto quanto farà parte della tua operatività.

Quindi ricapitolando, le fasce estreme dell’oscillatore stocastico dovranno solo servirci come campanello di allarme, di un solo campanello però non ce ne facciamo nulla, se ne vengono fuori 4-5 allora comincio a cercare zone interessanti di ingresso sul grafico.

Ora vediamo come analizzare invece le divergenze.

OSCILLATORE STOCASTICO: LE DIVERGENZE

Le divergenze dell’oscillatore sono quei casi in cui il prezzo continua a segnare nuovi massimi, o nuovi minimi, mentre lo stocastico non ne vuole sapere di continuare la salita o la discesa.

Parleremo di divergenza rialzista quando il prezzo effettua nuovi minimi verso il basso mentre l’oscillatore effettua minimi crescenti.

Saremo invece di fronte ad una divergenza ribassista quando il prezzo effettua massimi sempre più alti mentre lo stocastico effettua massimi decrescenti.

DIVERGENZA RIALZISTA: Prezzo effettua minimi decrescenti, oscillatore effettua minimi crescenti.

DIVERGENZA RIBASSISTA: Prezzo effettua massimi crescenti, oscillatore effettua massimi decrescenti.

Guarda le immagini che ti viene sicuramente più facile capire quanto spiegato.

Come vedi dall’immagine (dopo ti spiego perchè non ho segnato tutte le divergenze), nei momenti in cui si è verificata una divergenza, rialzista o ribassista, il prezzo ha poi invertito la rotta.

Questo significa che dovrai prendere posizione non appena noti una divergenza? Ti prego non farlo!

L’oscillatore stocastico, così come tutti gli indicatori e oscillatori di trading, dovrà solo aiutarti a confermare le tendenze o al massimo suonare da campanello di allarme.

Mi pare di avertelo già detto.

Come dovrai interpretare le divergenze dello Stocastico?

Per prima cosa controlla che nel momento in cui si verifica una divergenza il prezzo abbia una direzione, se ci troviamo in lateralità a mio parere delle divergenze ce ne facciamo ben poco.

Se fossimo in un periodo laterale conviene guardare il discorso ipercomprato/ipervenduto.

Perchè??

Perchè l’oscillatore Stocastico funziona meglio nei periodi di trading range, come tutti gli oscillatori d’altronde.

Indicandoci, quando ci troviamo nella parte alta del periodo laterale andando in ipercomprato, ed indicandoci che ci troviamo nella parte bassa andando in ipervenduto.

Guarda il grafico sotto.

Per quanto sembri facile comprare nella parte bassa e rivendere in quella alta, e viceversa, non lo è per niente.

Non ti illudere…

Le divergenze invece, come ti ho spiegato, devi ricercarle nelle fasi di trend più o meno ben definite, un accorgimento notevole è cercare quelle divergenze in cui l’oscillatore non sia uscito dalla fascia estrema.

Vediamo subito un esempio per capire meglio, riprendiamo il grafico di prima con il nostro indicatore stocastico.

Le divergenze che ho cerchiato di giallo sono state fatte dall’oscillatore uscendo dalla zona di ipercomprato/venduto, di conseguenza hanno perso valore.

Avrai notato che la divergenza che ho segnato di rosso (quella sulla destra), in realtà è uscita dalla zona estrema.

Tutto vero, solo che ho voluto segnarla perchè è venuta fuori su un chiaro trend a ribasso, quindi nel complesso poteva anche starci.

Comunque il discorso è soggettivo, ognuno con l’esperienza capirà quali tenere d’occhio o scartare.

COME USARE L’OSCILLATORE STOCASTICO

Vediamo qualche esempio di come potresti affrontare l’analisi dello stocastico davanti al grafico del prezzo ed eventuali trend.

Facciamo finta di trovarci dove ho disegnato la freccia nera sul prezzo, notiamo un’interessante divergenza ribassista sull’oscillatore.

1° campanello di allarme!

Attenzione però, noi ci troviamo alla freccia nera quindi non vediamo cosa è successo dopo, e visto che dobbiamo imparare ad analizzare i grafici seriamente facciamo finta di trovarci proprio lì, in quel momento.

Il grafico che vedi sotto mostra la stessa situazione ma l’ho tagliato in modo tale da non vedere l’evoluzione futura del prezzo.

L’unica certezza che abbiamo è la divergenza ribassista sul nostro oscillatore Stocastico.

Abbiamo detto che siamo nei pressi della freccia nera, si verifica una divergenza ribassista dell’oscillatore, e il prezzo comincia a scendere.

Ho tracciato una trend-line che contiene il trend rialzista perché in questo frangente può venirci in aiuto.

Andando avanti il prezzo sembra intenzionato a rompere la trend line rialzista, ma non ci riesce con convinzione, infatti in chiusura di candela il prezzo si trova sopra.

Guarda dove ho disegnato la freccia nera, cosa dovremmo fare ora?

Spostare la nostra trend-line in maniera che appoggi su questo ultimo minimo.

Guarda l’immagine sotto, stesso grafico con trend-line aggiornata, in più ho aggiunto i volumi (dopo capirai il perché), per ora rimani concentrato sullo Stocastico.

Adesso rivediamo per l’ennesima volta il grafico, questa volta ho messo in risalto qualcosa in più.

Adesso ti spiego tutto:

  • Ci trovavamo alla prima divergenza ribassista dell’oscillatore stocastico che suonava come campanello di allarme;
  • Il prezzo poi ha messo a segno una correzione verso il basso che ci ha aiutato ad aggiornare la trend-line inerente al trend rialzista osservato;

  • Come puoi vedere l’oscillatore stocastico dava chiari segni di debolezza, dove ho disegnato la freccia rossa discendente possiamo stabilire che faticava a produrre nuovi massimi;

  • Arrivati a contatto con la trend-line rialzista il prezzo la rompe verso il basso (freccia rossa disegnata sul prezzo).

Arrivati alla rottura ribassista, cosa potrebbe averci convinto ad entrare a ribasso?

I volumi!

Osserva come hanno confermato la rottura (riquadro giallo sull’indicatore dei volumi), erano doppi rispetto alla loro media (linea blu sui volumi inerente alle ultime 20 candele), e ti dirò di più, guarda il grafico subito sotto.

Nel periodo in cui si è verificato tutto ci trovavamo nella parte in alto a destra del grafico, precisamente sotto la resistenza data dai vecchi massimi (ho disegnato una linea nera su quel livello).

Possiamo constatare l’importanza dei vecchi massimi visto che il prezzo dal lontano 2010 non si avvicinava a tale area, e avendo svolto tutte le analisi sopra effettuate saremmo potuti entrare a ribasso con le probabilità a nostro favore.

Come ultima analisi avremmo dovuto identificare un target di prezzo, proporzionare la distanza dallo stop loss, e svolgere una correlazione generale del titolo.

COME USARE LO STOCASTICO NEI TUOI PROSSIMI TRADE

Oggi ci siamo concentrati sull’oscillatore stocastico, tieniti aggiornato sul blog e scrivi nei commenti se qualcosa non ti è chiaro, sono qui per risponderti.

Avrei potuto farti esempi di grafici puliti, invece ho scelto qualcosa di più complesso per farti abituare l’occhio alla realtà di tutti i giorni.

Ricorda sempre che nel trading online non esiste certezza, dovrai imparare a contestualizzare ogni evento operando con le probabilità a tuo favore.

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Daniele Devise
Daniele Devise

Fondatore di FX Leader Italia e progettatore dell'indicatore Forex Leader. Trader indipendente specializzato nei mercati del Forex e delle materie prime. Si appassiona al mondo della finanza studiando e testando le migliori tecniche e strategie di trading. Approfondisce, da oltre 6 anni, gli studi in tutti i settori dell'analisi tecnica affermandosi come analista tecnico ed esperto dei mercati finanziari.

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